Soiano del Lago
Castello di Soiano
Anche il Castello di Soiano rientra a far parte di quei fortilizi eretti durante il X secolo per far fronte ai costanti saccheggi e alle invasioni frequenti dell’epoca. Da testimonianze archeologiche sappiamo che il castello fu costruito su un precedente sito romano, anche se quello che oggi possiamo vedere è in realtà frutto di numerosi interventi succedutisi nel tempo. L’attuale complesso comunque fin dall’epoca medievale venne usato dai rappresentanti delle famiglie locali quale sede atta ad eleggere i consoli e ad amministrare la giustizia, ed oggi è più che mai al centro della vita sociale e culturale del paese.
Da un punto di vista architettonico invece, la cinta muraria si è preservata pressoché intatta, dotata di considerevole altezza e recante i segni di quella che un tempo doveva essere la merlatura. L’ingresso doveva essere dotato di ponte levatoio, e i segni della sua presenza si intuiscono dalle tracce lasciate nella muratura, costituita da pietre e ciottoli legati da malta. Come da prassi una torre, trasformata a partire dal XVII secolo in campanile, sorvegliava e proteggeva l’entrata. Quest’ultima conduceva, attraverso un passaggio protetto che attraversava due piccoli cortili, ad un vasta corte, che in epoca medievale doveva essere adibita ad ospitare la popolazione in fuga con le proprie masserizie. Altre due torri si sono poi conservate fino ai giorni nostri, esse aggettano sulla cinta muraria ad oriente, tra esse quella maggiormente a settentrione è quella meglio conservata anche se entrambe presentano segni nel tessuto murario che lasciano intuire la loro funzione prettamente militare e difensiva. In età moderna inoltre, si scelse di dotare il fortilizio di un’ulteriore porta, atta a prevenire eventuali incursioni dell’esercito savoiardo.
(credits Arianna Florioli)
Chiesa Parrocchiale
Eretta nei primissimi anni del Seicento, la Parrocchia di Soiano è dedicata a San Michele Arcangelo. Essa sorge però sui resti di una preesistente chiesa del XV secolo, ed è presumibile pensare che altri lavori vennero fatti il secolo successivo; ad ogni modo più volte nel corso del tempo venne rimaneggiata e modificata. L’edificio odierno infatti è frutto soprattutto di un ampliamento seicentesco, mentre colpiscono a livello pittorico gli stucchi novecenteschi, che convivono a fianco alle opere di Andrea Celesti e Andrea Bertanza, esimi esponenti del gusto seicentesco gardesano. Il primo di questi artisti dipinse infatti “l’Annunciazione di Maria” mentre il secondo è autore della pala dedicata alla “Madonna con San Sebastiano e l‘arcangelo Michele”. Da un punto di vista architettonico invece, la chiesa si presenta dotata di un impianto unitario, con tre cappelle per lato, il campanile un tempo apparteneva al castello medievale per il quale fungeva da torre, mentre per quanto riguarda la facciata essa si presenta decorata da una serie di lesene addossate alla parete reggenti una trabeazione, è presente poi nella parte più alta un timpano con cornice dentellata, mentre la porta in legno è inquadrata da stipiti in pietra bianca. All’interno notevole è l’organo barocco realizzato nel 1694 da Antonio Franchino di Montichiari che particolare cura appone nel costruire la cassa lignea dorata e la cantoria. Anche l’altare maggiore in marmo è sicuramente degno di interesse, risale al 1790 e anch’esso obbedisce agli stilemi propri del barocco.
(credits Arianna Florioli)
Chiesetta di San Carlo
La località Chizzoline, presso il comune di Soiano del lago, ospita la bella chiesa di San Carlo. Essa venne eretta durante il 1610 a seguito della visita pastorale di San Carlo Borromeo condotta nella diocesi di Brescia nel 1580. La cosa colpì molto da vicino gli abitanti del luogo, che decisero dopo alcuni anni, di commemorare la figura del santo e anche l’evento che lo portò nelle terre bresciane con l’edificazione di una chiesa in suo onore. Essa da un punto di vista architettonica è sobria e semplice, dotata di aula unica e di un piccolo campanile. La facciata è a capanna anche se alcuni elementi che profilano il frontone e i contorni dell’edificio, concorrono ad attribuirgli un discreto tocco di eleganza. All’interno è poi conservata un’importante opera di Andrea Bertanza, una pala d’altare che ha per soggetto la Madonna della Neve con i Santi Giustina e Carlo Borromeo, lavoro estremamente curato e dettagliato, vero lustro per la piccola chiesa.
(credits Arianna Florioli)
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