Lago di Garda - Riviera dei Limoni e dei Castelli 


Le località della riviera

Il meteo in riviera

 

Salò

Duomo

Dedicato a Santa Maria Annunziata, rappresenta una delle opere di maggior pregio architettonico della città. Al suo interno custodisce tele del Romanino (1484-1566), del Moretto (1498-1564), di Zenon Veronese (1484-1553) e il Polittico di Paolo Veneziano (1300-1362). Antonio Vassilacchi detto l'Aliense, vi eseguì diversi affreschi.
Progettato da Filippo delle Vacche in tardo stile gotico, la prima pietra dell'attuale Chiesa fu posta il 7 ottobre 1453, non fu mai concluso, la facciata, infatti, rimane ancora incompleta, tuttavia dal 1509 è abbellita dal portale marmoreo del Tamagnino. Sorge al centro della città, sul luogo che ospitava, anticamente, un tempio pagano e, in seguito, la Pieve di Santa Maria. All'interno si trova la cappella del SS. Sacramento, con decorazioni di Giovan Battista Trotti, detto il Malosso.

In luglio, nella piazzetta antistante il Duomo, si tengono i concerti di musica classica dell'Estate musicale. 

Palazzo della Magnifica Patria

Il Palazzo del Capitano fu la sede del consiglio della Magnifica Patria; oggi sede del Municipio. La federazione della Magnifica Patria era composta da 36 comuni (del Garda Bresciano e della Valsabbia), costituita per difendersi dalle invasioni barbariche, in particolare da quelle degli Ungari. Nel 1426 si affidò a Venezia dopo aver mantenuto la sua identità attraverso le varie dominazioni. Venezia mise a Salò un provveditore - capitano con funzioni fiscali e di giustizia, partecipava alle sedute del Consiglio ma senza diritto di parola. La Magnifica Patria fu cancellata assieme alla Repubblica di Venezia con il Trattato di Campoformio (1797). Il palazzo fu costruito nel 1386, rifatto nel 1560, nel 1901 ricostruito in parte dopo il rovinoso terremoto, fu nuovamente danneggiato dal terremoto del Novembre 2004. Durante la Repubblica Sociale Italiana il Palazzo era sede dell'Ufficio Interpreti. È oggi tornato agli antichi splendori grazie a un'accurata opera di restauro.

Sui portici del lungolago, al centro, si apre la loggia della Magnifica Patria, così chiamata perché riuniva i centri della Riviera Bresciana del Garda e una parte della Valsabbia. Salò conservò il ruolo di Magnifica Patria anche quando passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia. La Serenissima privilegiò La Magnifica Patria e Salò di benefici particolari. Da citarne uno fra tutti: i pescatori e rivenditori che portavano pesce nel distretto di Salò dovevano venderlo a prezzo giusto a chiunque di Salò ne faceva richiesta, pena l'ammenda di 2 soldi. La Loggia conserva frammenti di affreschi, un Leone di San Marco abraso e interessantissime unità di misura datate 1566, quattro lapidi del Regno d'Italia e affreschi riportanti gli stemmi dei paesi che facevano parte della Magnifica Patria.

Chiesa di San Bernardino

La chiesa venne costruita in seguito alle insistenti sollecitazioni delle famiglie delle Rive e delle zone vicine che si andavano popolando nel secolo XV e che lamentavano la lontananza dal Duomo, soprattutto nella stagione invernale e nei lunghi periodi di pioggia. La chiesa fu ultimata solo alla fine del XV secolo. Lunga quasi come il Duomo, essa appariva come un classico esempio di chiesa povero-francescana, la cui architettura originale sarà modificata completamente dalla ristrutturazione, effettuata dopo il terremoto del 1901.
 La pianta è illuminata da otto finestre con vetri leggermente sfumati, diffondenti luce colorata sull'unica navata sostenuta da quattro archi a sesto acuto. Nel catino dell'abside spicca la decorazione delle tre virtù teologali, "Fede", "Speranza", "Carità", che Giovanni Verenini, pittore salodiano, dipinse nel 1914.
Il pavimento del tempio era più basso di oltre un metro rispetto alla quota attuale e vi si accedeva scendendo parecchi gradini. Le due pile dell'acqua santa scomparvero con il passar del tempo e con esse le numerose pietre tombali che avevano tramandato i nomi e le vicende di illustri famiglie salodiane. Si trovano tuttora (probabilmente) sotto il pavimento attuale che è collocato a livello del marciapiede esterno. Al visitatore e al fedele si presentava un apprezzabile scenario d'arte. Il grande presbiterio era animato ed abbellito dall'organo, dal controrgano e dalle cantorie, dai due altari laterali, in finissimo marmo classico, e da quattro tele di Giovanni Bertanza, riportanti episodi della vita di S. Bernardino (ora collocate alle pareti dell'altare dell'Immacolata e di S. Giuseppe). Il coro era arricchito da due grandi tele del veronese Paolo Farinati. Al centro faceva degna mostra una bellissima pala incorniciata da una ancona lignea. Detta opera, attribuita in passato per errore al Moretto, è di Zenon Veronese e raffigura la Vergine in cielo col Bambin Gesù, portata dalle nubi in mezzo a due vergini in atto di adorazione. Un tempo si trovavano esposte nella chiesa alcune tele di pregio, attualmente custodite in Duomo: “Sant’Antonio da Padova”, firmato dal Romanino, del 1524; “La Vergine Assunta dagli Angeli”, del Celesti (1637-1706); “La Madonna col pargoletto Gesù in grembo, fra S. Bonaventura e S. Sebastiano”, ancora del Romanino.

Biblioteca dell'Ateneo

Alla fine del 1543 si fa risalire la storia delle Accademie di Salò, delle quali la maggiore e più vitale, detta degli “Unanimi”, fondata all'inizio del XV secolo e ricca di manoscritti, si trasformò, nel corso dei secoli, nell'attuale Ateneo. La prima modifica dell'”Accademia degli Unanimi” avvenne il 20 maggio 1564 per opera di Giuseppe Milio, detto Voltolina e di altri 18 soci salodiani: venne scelto come stemma della nuova compagnia uno sciame di api ronzanti intorno all'alveare e il motto virgiliano Idem Ardor. Negli anni successivi la biblioteca sociale, già importante per pregio e consistenza, si arricchì di numerose donazioni da parte degli accademici. La seconda modifica avvenne nel 1767 quando assorbì una nuova compagnia culturale, “La Discorde”, fusasi nel 1764 con l'Accademia dei “Pescatori benacensi”. In tale occasione notevole fu l'acquisizione di documenti e volumi di pregio sulla storia locale. Terza importante modifica avvenne nel maggio del 1811 quando, in ottemperanza al Decreto napoleonico del 25 dicembre 1810, l'Accademia fu eretta in Ateneo, con un nuovo statuto organico in base al quale suo compito precipuo era quello di “promuovere la cultura di ogni ramo della scienza, di belle arti e di letteratura, e soprattutto di studi agronomi”. Nel 1848 l'Ateneo acquistò la collezione libraria di Girolamo Amadei; nel 1906 ricevette, dagli eredi di Mattia Butturini insieme a libri rari e di pregio, un rilevante fondo di manoscritti. L’anno successivo, a cura del professor Bustico, fu stilato un primo inventario dal quale risultarono raccolti in Ateneo circa 10.000 volumi e 2.000 opuscoli.

L’Ateneo possiede attualmente circa 21.000 libri (con un fondo speciale dedicato agli aspetti storici, economici, geografici e sociali della Riviera), oltre 1.000 volumi del Cinquecento, e centinaia di periodici raccolti negli ultimi ottant'anni. L'Archivio è stato dichiarato nel 1998 di “notevole interesse storico”.

Info:
Tel. +39 0365 20338

www.ateneodisalo.it

Centro Studi RSI

L’istituzione del Centro studi e documentazione sul periodo storico della Repubblica Sociale Italiana (Biblioteca “Marzio Tremaglia”) è stata lanciata a metà degli anni Novanta dal Comune di Salò, dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia, soprattutto grazie all’impulso decisivo dato dall’allora assessore regionale alla cultura Marzio Tremaglia. Dopo lunghe trattative, l’insediamento degli organi dirigenti e l’avvio delle attività son stati possibili dal 2003.

Il Centro studi, diretto dal Prof. Roberto Chiarini, storico e docente ordinario di storia contemporanea all’Università statale di Milano presso la facoltà di scienze politiche, ha come scopo la ricerca scientifica, l’approfondimento culturale e l’acquisizione di ogni documentazione esistente sulla R.S.I., sul contestuale periodo storico, sulle istituzioni e le vicende proprie di tale esperienza storica, con particolare riferimento alla incidenza che tali fatti ebbero nel Nord Italia, nonché nel comprensorio del Garda. Tutto ciò in uno spirito di rigorosa analisi storica al fine di pervenire alla più completa ricostruzione dei fatti. Il Centro studi, a disposizione di ricercatori e appassionati di storia, consta di una biblioteca costituita da più di 6 mila volumi e di una sezione d’archivio che raccoglie materiale inerente la R.S.I. e fondi donati da privati. Molto interessante è la parte dedicata alla raccolta delle fonti orali, ossia le video interviste a reduci e a persone che vissero a stretto contatto con la Repubblica Sociale. Viene inoltre svolta un attività didattica, con lezioni tematiche e visite guidate ai luoghi protagonisti di quel periodo storico, rivolta alle scolaresche ma anche a comitive di privati.

Per qualsiasi informazione visitate il sito www.centrorsi.it o contattate la sede, aperta il giovedì e venerdì mattina dalle 08.30 alle 12.30, allo +39 0365 21712.

Osservatorio Meteorologico e Stazione Sismica "Pio Bettoni"

Istituito nel 1877, venne affidato al prof. Pio Bettoni, che avviò da allora le rilevazioni dei dati relativi alla temperatura dell'aria, alla pressione atmosferica, alle precipitazioni e allo stato del cielo. Nel 1889 venne istituito anche l'Osservatorio Geodinamico che, dopo il terremoto del 1901, divenne importantissimo nell'incremento della ricerca scientifica. I dati raccolti in 120 anni costituiscono un archivio interessante non solo per la città di Salò ma per tutta l'area gardesana.