Lago di Garda - Riviera dei Limoni e dei Castelli 


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Polpenazze del Garda

Castello di Polpenazze

L’apparato murario dell’antico castello cinge il principale nucleo abitativo del paese di Polpenazze. Il castello venne eretto a scopo difensivo, come ricetto dalle invasioni ungare del X secolo, durante il periodo altomedievale, e come sovente accadde fu contraddistinto da numerosi rimaneggiamenti; più volte infatti venne distrutto e successivamente ricostruito. Al 1420 risale uno dei primi smantellamenti del fortilizio, ad opera di Filippo Maria Visconti, quando quest’ultimo riuscì a farlo proprio a spese dei Della Scala, a cui apparteneva fin dal 1330. Esso venne poi ricostruito per volontà della Serenissima durante il XV secolo anche se nel '500 venne nuovamente in parte distrutto per permettere l’edificazione della Chiesa Parrocchiale.

La muratura dell’antico complesso, contraddistinta da una pianta piuttosto irregolare, venne realizzata tramite l’utilizzo di ciottoli di varie dimensioni intercalati a pietre locali, il tutto fu poi disposto secondo un preciso orientamento al fine di ottenere una maglia muraria regolare. Attualmente è però visibile solo un tratto di muro a ovest interrotto da una piccola torre. Risulta poi ancora intuibile quello che doveva essere l’antico ingresso, spostato più a sinistra rispetto a quello odierno e molto probabilmente difeso da una torre della quale permangono delle tracce che lasciano intuire anche la presenza di un ponte levatoio viste le feritoie presenti su di essa. Allo stato attuale il castello continua a far parte della vita della comunità di Polpenazze; qui infatti, grazie anche ad attenti restauri compiuti nel corso del tempo, trovano spazio la biblioteca, gli uffici del comune e la chiesa.

(credits Arianna Florioli)

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria

Posta in una splendida posizione panoramica dalla quale si può ammirare uno dei più belli fra gli scorci lacustri, la Parrocchiale di Polpenazze, dedicata alla natività di Maria Vergine, è una chiesa risalente alla seconda metà del XVI secolo, anche se l’autorizzazione relativa alla sua erezione venne concessa ancora nel 1400 da papa Pio II. La chiesa si presenta dotata di aula unica terminante in un presbiterio poligonale e caratterizzata dalla presenza di campate poco profonde ma riccamente decorate, come il soffitto e l’abside, da affreschi e dipinti attribuibili ad Andrea Bertanza, Pietro Marone e Graziano Cossali, che contribuiscono a rendere magniloquente e ancora più solenne il linguaggio architettonico già tendente a forme barocche, sul quale è impostata la chiesa. Essa inoltre venne rimaneggiata nel corso del tempo, anche se l’intervento sicuramente più importante in tal senso risale alla fine del 1800, quando l’architetto Tagliaferri decise di reimpostare la primigenia facciata della parrocchiale secondo schemi architettonici cari al barocco. Essa si presenta dunque composta da una facciata a spioventi, caratterizzata da lesene scanalate nella parte superiore e da una grande finestra incorniciata da decorazioni sinuose. Interessante notare poi la presenza di un portico aggettante sormontato da un balcone, aperto sulla piazza, nella parte sottostante, grazie alla presenza di una serliana, elemento architettonico composto da arco a tutto sesto affiancato da due aperture sormontate da architrave e composte da colonne, ampiamente teorizzato nei suoi trattati da Sebastiano Serlio e portato alla sua massima diffusione da Andrea Palladio, diventando uno fra gli elementi più riconoscibili del suo linguaggio architettonico. Notevole interesse riveste anche l’organo della chiesa, considerato uno fra i più importanti della Valtenesi risalente al 1894 e composto da canne risalenti al 1500 e al 1700, opera di Pacifico Inzoli.

(credits Arianna Florioli)

Chiesa di San Pietro in Lucone

La Chiesa di San Pietro in Lucone, sorta nel 1300 sulle rovine di un tempio romano, mostra all'esterno una struttura romanica composta da facciata a capanna e rosone, mentre al suo interno troviamo degli affreschi risalenti al '400.

Chiesa di Sant'Antonio

A Sant'Antonio è dedicata la chiesa di Picedo, la contrada più a valle del territorio comunale; edificio in stile tardo romanico, ad aula unica, conserva ancora il tetto a capanna a travetti e tavelle in cotto, oltre a pregevoli affreschi del XVI secolo.