Lago di Garda - Riviera dei Limoni e dei Castelli 


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Moniga del Garda

Castello di Moniga

Situato su una discreta altura lungo una importante via di collegamento, il Castello di Moniga, sorse a scopo difensivo per cercare di fronteggiare le invasioni ungare del X secolo. Esso presenta tuttavia una cortina muraria databile tra il XIV e il XV secolo, momento al quale si possono ricondurre anche i primi organismi abitativi interni, oggi ancora presenti seppur rimaneggiati. Dopo un periodo di abbandono che contraddistinse questo luogo infatti, tra il 1300 e il 1400 le mura vennero rifatte e il castello tornò ad essere abitato dalla popolazione locale che possedeva delle terre nelle vicinanze. Da un punto di vista architettonico il complesso si presenta costituito da delle mura merlate alla maniera ghibellina, contenenti un piccolo borgo articolato in file parallele di case. Anche il castello di Moniga viene ad essere pertanto identificato come luogo di ricetto, ossia di rifugio, voluto dal signore locale, che però non fa qui erigere la sua residenza, per difendere la popolazione. La cortina muraria presenta una sola porta di ingresso accessibile alla popolazione che in caso di attacco da qui entrava portando con sé vettovaglie e generi di prima necessità, che è contraddistinta dalla presenza dei segni del vecchio ponte levatoio. La cinta muraria appare sovrastata dal mastio, dotato di pianta quadrata, che è stato utilizzato anche come torre campanaria ad uso della vicina parrocchia, mentre altre torri si elevano lungo le mura; quattro piccole e cilindriche agli angoli, atte a rilevare la presenza di qualcuno anche in lontananza, e altre tre disposte sui lati ovest, sud, e nord.

(credits Arianna Florioli)

Villa Brunati

Ubicata nel centro storico di Moniga villa Brunati un tempo appartenne al senatore Pompeo Molmenti che verso la fine dell’XIX secolo sperimentò con successo la vinificazione del vino chiaretto. Questa pregiata qualità di vino è ancora oggi simbolo e biglietto d’ingresso del comune di Moniga. La villa è, ad ogni modo, di origine seicentesca anche se nel tempo venne abbellita e riattata dai successivi proprietari. Molto suggestivo è il parco che circonda l’abitazione, all’interno del quale cresce una rigogliosa vegetazione, e il porticato del primo piano dotato di nove campate sostenute da pilastri bugnati. Le lunette del sottoportico sono poi caratterizzate da pregevoli affreschi presenti anche in alcune stanze interne che vennero abbellite per volere del senatore Molmenti. La villa è poi dotata esternamente di una piccola scalinata in pietra e da una facciata provvista da una serie di finestre e abbaini, la più importante delle quali, sita al piano nobile, presenta un caratteristico balconcino. L’immobile custodisce inoltre importanti opere d’arte tra cui arazzi, sculture, mobili oltre ai già citati affreschi di scuola veneta opera degli artisti Alessandro Milesi, Beppe Ciardi, Ettore Tito, Giacomo Favretto e Luigi Nono.

(credits Arianna Florioli)

Chiesa della Madonna della Neve

È detta anche di San Michele, dal nome della località in cui si trova, vicino al cimitero. Ad aula unica con prospetto a capanna, è la più recente delle chiese romaniche della Valtenesi, risalendo probabilmente alla seconda metà del XVI secolo. Le tre finestre e il pronao si possono ipotizzare costruiti nel secolo scorso.

Chiesa di San Martino

La Chiesa di San Martino rappresenta una delle più antiche chiese parrocchiali della Valtenesi. Fu fatta sorgere di fronte all'imponente castello di Moniga. Vide la sua consacrazione nell'ottobre del 1454 e fu ampliata nella seconda metà del XVIII secolo. Nel suo interno è possibile ammirare i suoi cinque altari: quello maggiore dedicato a San Martino e i quattro minori dedicati e San Giuseppe, San Rosario, alla Beata Vergine Maria e al Crocefisso di Cristo.