Lago di Garda - Riviera dei Limoni e dei Castelli 


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Gargnano

Palazzo Feltrinelli

Palazzo Feltrinelli (1898-1899), costruito come abitazione privata di Giuseppe Feltrinelli, domina Piazza Vittorio Veneto. Venne progettato da Alberico Belgiojoso, ma alcune fonti attribuiscono l'opera a Francesco Solmi, il quale a Gargnano progettò anche il Cimitero, che rievoca il Monumentale di Milano. Il corpo di fabbrica di Palazzo Feltrinelli è a parallelepipedo e di ragguardevole imponenza. È di notevole effetto l'ingresso, con l'architettura coordinata all'atrio centrale, che prende luce dal tetto. L'edificio ha assunto importanza sotto l'aspetto storico, in seguito all'utilizzo che ne è stato fatto all'epoca della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945). Al pari di altre costruzioni gargnanesi e gardesane, venne requisito dal Governo fascista che adattò il Palazzo a quartier generale di Benito Mussolini, dotandolo di sorveglianza italiana e tedesca. Il Palazzo è, oggi, sede staccata dell’Università degli Studi di Milano. Adibito a centro convegni a livello internazionale, in estate ospita corsi di lingua italiana per studenti di tutto il mondo.

Chiesa e Chiostro di San Francesco

La Chiesa fu eretta nel 1289 dai frati francescani, arrivati a Gargnano per volere del Vescovo di Brescia. L'esterno conserva la sua impronta romanica, interpretata alla maniera francescana, cioè in stile semplice e povero. Sulla facciata, a forma di capanna, si nota una statua votiva (1301) raffigurante l'immagine di Sant'Antonio da Padova. L'interno della chiesa, che custodisce dipinti di Giovanni Andrea Bertanza e Andrea Celesti, era originariamente diviso in tre navate, in seguito demolite per essere ridotte ad una sola, probabilmente tra il secolo XVII e il secolo XVIII.

Sul lato destro dell'edificio sorge il Chiostro dell'antico convento francescano. Costruito nella prima metà del secolo XIV, esso si presenta come un piccolo cortile a pianta quadrata, circondato da un portico ad archi inflessi di impostazione veneta, poggianti sui capitelli delle colonne cilindriche. Il Chiostro custodisce anche due antiche tracce di età romana, ritrovate a Gargnano: una lapide (rinvenuta nel 1837) è dedicata a Nettuno, mentre una piccola ara onora Revino, divinità locale. Ancora nel chiostro si può scorgere con sorpresa lo stemma marmoreo quattrocentesco del Comune di Gargnano, individuato dalle iniziali C.G.: Communitatis Gargnani. Il blasone rappresenta una lupa rampante che tiene fra le zampe un giglio, sormontato da una corona capovolta. Nel 1879 il convento diventa proprietà della Società Lago di Garda, che lo adatta a magazzino degli agrumi; solo nel 1912 il governo italiano riconosceva la chiesa monumento nazionale.

Palazzo Bettoni

Villa Bettoni caratterizza il colpo d'occhio su Bogliaco, con l'immagine di una scenografica luminosità. L'edificio stabilisce un esempio di eccezionale rigore architettonico, specchio della dotta aristocrazia lombarda del '700. Costruita all'inizio del '700 dall'architetto Adriano Cristofori, la villa era stata commissionata da Giandomenico Bettoni. Il corpo centrale del grande palazzo è ornato da una balaustra con statue mitologiche, realizzate da Giovanni Battista Locatelli. Al centro dell'edificio, il salone separa le ali della villa, che conserva, al suo interno, affreschi di Beniamino e Fabrizio Galliari oltre ad altre opere, che costituiscono una vera pinacoteca di pittura barocca. Al corpo dell'edificio fa riscontro, al di là della strada, lo spettacolare giardino all'italiana, contraddistinto d'aiuole, una grande esedra ed un ninfeo. Alle spalle del giardino si trovano alcune limonaie ed il parco.

Chiesetta di San Giacomo di Calino

San Giacomo consiste in una cappella romanica di notevole interesse artistico, con affreschi del secolo XIV. Sull'esterno della parete sud è ben visibile l'affresco di "San Cristoforo con il Bambino sulle spalle", a grandezza d'uomo, perché esso doveva essere visto anche da lontano: i passanti, infatti, che avessero appoggiato lo sguardo sull'immagine del santo, per quella giornata non sarebbero stati colti da morte improvvisa. L'altare è dedicato a San Giacomo Maggiore, di cui è conservata la statua lignea datata 1501. L'attuale porta risale al secolo XVI, come pure le due finestrelle quadrate, fatte aprire da San Carlo Borromeo in occasione della sua Visita Apostolica nel mese di agosto del 1580.

Eremo di San Valentino

L'Eremo di San Valentino (772 m di altezza) osserva il Garda da una posizione privilegiata. Può essere raggiunto dalla vicina frazione di Sasso, in 40 minuti, o attraverso un sentiero più impegnativo, che sale da Gargnano (2 ore). Le Quattrocentesche pareti interne del piccolo edificio (in origine, probabilmente, adibito a riparo per uomini o animali) sono appoggiate direttamente alla roccia. L'attuale forma e utilizzo vengono tradizionalmente collocati attorno alla metà del Seicento e costituirebbero il ringraziamento di alcuni gargnanesi per essere scampati alla peste del 1630. In passato, la solitaria dimora ha accolto anche qualche eremita: l'ultimo fu Andrea Paladini, deceduto nel 1865 e ricordato come il romit de San Valentì.

Chiesa Parrocchiale di San Martino

La Chiesa Parrocchiale di San Martino nella sua attuale forma ellittica e dimensione (68,65x23,35m), risale al 1837 ed è opera dell'architetto bresciano Rodolfo Vantini di Brescia. In precedenza, nello stesso luogo, sorgeva forse un edificio romano sacro più antico, si suppone del secolo XI. La facciata è caratterizzata da un atrio a robusti colonnati. In origine all'interno la chiesa presentava tre navate e otto altari, mentre oggi è ridotta ad un'unica navata e cinque sono gli altari. "L'Ultima Cena", attribuita alla scuola del Veronese, altri quadri di Giovanni Andrea Bertanza, del veneziano Andrea Celesti, di Gianbettino Cignaroli e opere di scuola Lombarda del secolo XV animano la chiesa. Di pochi decenni precedente la chiesa è l'alto ed elegante campanile, costruito nel 1722. L'organo (1811) è, invece, opera del mantovano Luigi Montesanti; esso fu restaurato e ammodernato da Don Cesare Sora di Pontevico nell'anno 1906.

Ex Palazzo Comunale

Il Cinquecentesco Palazzo Comunale si affaccia sul porticciolo del Capoluogo. Fu progettato da Giovanni Traffegnini, ispiratosi allo stile del Todeschini (1524-1603). Il pianterreno presenta un porticato sorretto da pilastri. Al primo piano è conservato un cippo marmoreo del 400 con lo stemma del Comune. Una lapide posta sotto il porticato ricorda il bombardamento del 1866.