GargnanoPalazzo Feltrinelli
Chiesa e Chiostro di San Francesco
Sul lato destro dell'edificio sorge il Chiostro dell'antico convento francescano. Costruito nella prima metà del secolo XIV, esso si presenta come un piccolo cortile a pianta quadrata, circondato da un portico ad archi inflessi di impostazione veneta, poggianti sui capitelli delle colonne cilindriche. Il Chiostro custodisce anche due antiche tracce di età romana, ritrovate a Gargnano: una lapide (rinvenuta nel 1837) è dedicata a Nettuno, mentre una piccola ara onora Revino, divinità locale. Ancora nel chiostro si può scorgere con sorpresa lo stemma marmoreo quattrocentesco del Comune di Gargnano, individuato dalle iniziali C.G.: Communitatis Gargnani. Il blasone rappresenta una lupa rampante che tiene fra le zampe un giglio, sormontato da una corona capovolta. Nel 1879 il convento diventa proprietà della Società Lago di Garda, che lo adatta a magazzino degli agrumi; solo nel 1912 il governo italiano riconosceva la chiesa monumento nazionale. Palazzo Bettoni
Chiesetta di San Giacomo di Calino
Eremo di San ValentinoL'Eremo di San Valentino (772 m di altezza) osserva il Garda da una posizione privilegiata. Può essere raggiunto dalla vicina frazione di Sasso, in 40 minuti, o attraverso un sentiero più impegnativo, che sale da Gargnano (2 ore). Le Quattrocentesche pareti interne del piccolo edificio (in origine, probabilmente, adibito a riparo per uomini o animali) sono appoggiate direttamente alla roccia. L'attuale forma e utilizzo vengono tradizionalmente collocati attorno alla metà del Seicento e costituirebbero il ringraziamento di alcuni gargnanesi per essere scampati alla peste del 1630. In passato, la solitaria dimora ha accolto anche qualche eremita: l'ultimo fu Andrea Paladini, deceduto nel 1865 e ricordato come il romit de San Valentì. Chiesa Parrocchiale di San MartinoLa Chiesa Parrocchiale di San Martino nella sua attuale forma ellittica e dimensione (68,65x23,35m), risale al 1837 ed è opera dell'architetto bresciano Rodolfo Vantini di Brescia. In precedenza, nello stesso luogo, sorgeva forse un edificio romano sacro più antico, si suppone del secolo XI. La facciata è caratterizzata da un atrio a robusti colonnati. In origine all'interno la chiesa presentava tre navate e otto altari, mentre oggi è ridotta ad un'unica navata e cinque sono gli altari. "L'Ultima Cena", attribuita alla scuola del Veronese, altri quadri di Giovanni Andrea Bertanza, del veneziano Andrea Celesti, di Gianbettino Cignaroli e opere di scuola Lombarda del secolo XV animano la chiesa. Di pochi decenni precedente la chiesa è l'alto ed elegante campanile, costruito nel 1722. L'organo (1811) è, invece, opera del mantovano Luigi Montesanti; esso fu restaurato e ammodernato da Don Cesare Sora di Pontevico nell'anno 1906. Ex Palazzo ComunaleIl Cinquecentesco Palazzo Comunale si affaccia sul porticciolo del Capoluogo. Fu progettato da Giovanni Traffegnini, ispiratosi allo stile del Todeschini (1524-1603). Il pianterreno presenta un porticato sorretto da pilastri. Al primo piano è conservato un cippo marmoreo del 400 con lo stemma del Comune. Una lapide posta sotto il porticato ricorda il bombardamento del 1866. |
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